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BERGAMASCA

 

“FAI – LUOGHI DEL CUORE”

Fino al 15 dicembre 2020

Bergamasca.net, da sempre al fianco di questa meritevole iniziativa, invita tutti a votare per il “Nostro Luogo del Cuore”.
In questo momento particolare, il nostro cuore non può che essere vicino alla nostra terra, alla nostra gente.
Per questo invitiamo tutti a votare per i nostri LUOGHI DEL CUORE.

“CITTA’ DI BERGAMO”

Situata ai piedi delle prealpi bergamasche all’imbocco delle valli del Serio e del Brembo, Bergamo è nettamente distinta in due centri. La città vecchia o Bergamo Alta, dall’aspetto tipicamente medievale con vie strette e tortuose antichi palazzi e vecchie mura trasformate oggi in passeggiate, e la città nuova o Bergamo Bassa, ai piedi della prima con vie larghe, giardini, edifici pubblici, progettata dall’ urbanista Piacentini.
La città alta è la parte artisticamente più ricca, il cuore di Bergamo.
Piazza Vecchia, si offre in tutto il suo splendore, ornata al suo centro da una fontana, dono del podestà veneto Contarini. Il più antico edificio della piazza Vecchia è il Palazzo della Ragione (risalente al XII secolo) con il balcone centrale e la finestra sormontata dal Leone di San Marco, opera di Pietro Isabello, il maggior architetto bergamasco del Rinascimento. Alla sua destra si staglia la Torre del Campanone, che ogni sera fa sentire i suoi cento rintocchi. Sempre qui, si affacciano anche il cinquecentesco Palazzo Nuovo, oggi sede di un’importante biblioteca dedicata ad Angelo Mai, ed il Palazzo del Podestà Veneto, che ospita l’Università di Bergamo.
Oltre il Palazzo della Ragione troviamo l’antica Piazza Duomo, dove si innalza il Duomo, simbolo del potere religioso. La splendida  Basilica di Santa Maria Maggiore.
Di lato, sorge la Cappella Colleoni, fatta costruire nel 1472dal condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, come mausoleo per sé e per la figlia Medea, con la stupenda facciata policroma.
Il tutto racchiuso, come uno scrigno, dalle Mura Venete.
Ma non possiamo dimenticare anche Bergamo Bassa, dove si trova l’Accademia Carrara, che ospita una delle pinacoteche di maggior rilevanza in Italia. Il centro Piacentino, con la Torre Civica, e il Sentierone, luogo di passeggio dei bergamaschi, dove si affaccia il Teatro Donizetti, dedicato al grande musicista bergamasco.

“DIGA DEL GLENO”

La diga del Gleno era uno sbarramento realizzato sul torrente Gleno, nel comune di Vilminore, in Valle di Scalve (Bergamo). Il primo dicembre del 1923, quando l’invaso si era completamente riempito da poche ore, nel mezzo della diga si aprì un enorme squarcio. La Diga crollò, riversando a valle milioni di metri cubi d’acqua che travolsero e cancellarono interi paesi (sia della provincia di Bergamo che di Brescia), causando centinaia di vittime. Di quella che doveva essere la prima diga al mondo realizzata “mischiando” due tipologie costruttive, a gravità e ad archi multipli, rimangono oggi solo due tronconi, resti della diga e monumento a una delle più grandi tragedie della Bergamasca. La Valle della Diga del Gleno, che si trova a 1.534 metri di altitudine, è oggi una meta turistica: il laghetto, che si trova alle spalle dei resti della diga, è la meta ogni anno di centinaia di appassionati di montagna, che arrivano qui alla ricerca di una giornata da passare tra storia e natura.

“SPARAVERA”

Il piccolo borgo di Sparavera è un caratteristico nucleo abitato stabilmente da quattro persone che sorge a 960 metri s.l.m. in Alta Valle Brembana, nel comune di Mezzoldo, ultimo paese della provincia di Bergamo prima del Passo San Marco e la Valtellina. Borgo di antica formazione (il nome compare in documenti risalenti al XIV secolo), deve il suo nome al toponimo lombardo Sparavee (sparviere), derivante dal dialetto milanese. Raccolto attorno al suo solido nucleo medioevale è attraversato da un percorso pedonale principale, un tempo importante tracciato commerciale denominato Via del Ferro (una rete di mulattiere che solcavano le pendici brembane delle Alpi Orobie su cui transitava la produzione delle fucine locali verso la Valsassina), da cui si diramano stradine laterali e caratteristici porticati. L’altezza delle case era realizzata in funzione del dislivello in cui venivano poste le fondamenta, senza eccedere rispetto alle altre, facendo assumere al borgo un particolare aspetto omogeneo che costituisce un esempio di armoniosa architettura rurale. Situato nel mezzo di verdi prati, Sparavera ha sempre avuto un volto prettamente agricolo, dove generazioni di storiche famiglie mezzoldesi hanno vissuto tramandandosi i segreti della vita rurale, della coltivazione, dell’allevamento. Ancora oggi si possono ammirare i piccoli ballatoi lignei (lóbie in dialetto locale), balconi dotati di pertiche e graticci utilizzati in passato per l’essiccazione dei cereali, che testimoniano la presenza di coltivazioni a seminativo. Sono inoltre presenti alcune cantine per la stagionatura e conservazione del formaggio e due antiche fontane che fungevano da abbeveratoio e da lavatoio.

“SANTUARIO MADONNA DI PRADA”

 Il Santuario della Madonna di Prada, ad oggi unico e vero luogo identitario di tutta la comunità di Mapello, (ma anche allargando lo sguardo, tra i più significativi di tutto il territorio dell’isola bergamasca) è situato all’esterno degli insediamenti abitativi in un luogo di rara bellezza, e si presenta come porta di collegamento tra paese, pianura e collina. Sai da dove deriva il suo nome? Risale al dialetto “dei prati”, e infatti l’edificio è circondato dalla pianura che si estende alle pendici del Monte Canto, regalando un paesaggio naturale davvero incantevole. Si narra che una sorgente dall’acqua miracolosa, creata dalla Vergine dopo essere apparsa a una ragazza del luogo, provocò molte guarigioni almeno dal 1400 fino al XVIII secolo, quando la sorgente si prosciugò ei pellegrinaggi cessarono. Ma non è solo il Santuario a meritare attenzione: per raggiungerlo si percorre un maestoso viale alberato di 500 metri, voluto dal Barone Gian Maria Scotti e dal Cavaliere Antonio Taramelli per collegarlo all’area abitata di Mapello, e dedicato alla pace, ai reduci e ai caduti della Prima Guerra mondiale.

“GROPPINO E IL SUO CUORE SACRO”

 Dicesi che Groppino è un Duomo di Milano, nel senso comunemente ripetuto, ma, non meno a proposito, che non è mai finito… La storia. 1906 Terme di Valseriana 1918 Trasformazione graduale degli Alberghi termali in Sanatorio a cura delle Opere Antitubercolari Bergamasche 1928 Inaugurazione del Sanatorio Nuovo e inizio di sistemazione. Si realizza la costruzione di nuovi padiglioni dai nomi suggestivi (Villa Sorgente, Villa Ciclamino, Villa M.Bambina, Villa Frassino ecc.) e dai 235 posti letto del 1929, si arriverà a 450 nel 1963. 1983 Il Sanatorio inizierà la sua trasformazione a causa della diminuzione dei casi di TBC , in seguito alla scoperta di farmaci vaccinazione che hanno ridotti i tempi di permanenza nei Sanatori . Tutti quei padiglioni verranno quindi destinati a servizi e reparti ospedalieri. 2008 Trasferimento dei reparti dell’Ospedale S.Biagio di Clusone nell’Ospedale M.O.Locatelli di Piario. Il luogo. Passeggiando nell’immenso parco dove ogni edificio conserva memoria della sua storia centenaria, ci si imbatte in una chiesetta. La chiesa del Sanatorio, alquanto nascosta all’ombra di tigli e frassini, iniziò la sua vita silenziosa nel 1921, quando fu consacrata e dedicata al SACRO CUORE DI GESU’. Il successivo aumento dei ricoverati e lo sviluppo del sanatorio resero necessario il suo ampliamento dopo 14 anni e fu in grado di contenere più di 300 persone. Si tratta di un piccolo gioiello artistico che conserva affreschi del pittore bergamasco Piccinini, come ben evidenziato dalle fotografie degli anni ‘30 recuperate dall’archivio Cesare Cristilli, storico fotografo clusonese. Il tempio, negli ultimi 30 anni, è rimasto inutilizzato. E’ in corso un lento deterioramento sia della struttura che degli affreschi contenuti all’interno. Il cuore. La chiesa rappresenta un segno tangibile di come all’inizio del 1900, di fronte a una malattia inspiegabile come la TBC, la cui unica incerta cura era una lunga permanenza in sanatorio, la preghiera serviva da conforto. Conforto per la mancanza di famigliari e amici, tenuti ben a distanza per paura del contagio; speranza di superare le difficoltà economiche, perché un malato di tisi, sebbene guarito era considerato fragile e cagionevole; sostegno della fede di fronte alla paura di non sopravvivere alla devastazione della morte del proprio compagno di camerata. Quante similitudini tra epidemia di TBC 1918 e la pandemia Covid 19 2020… Ecco un ineludibile motivo perché, quando restaurata, questa chiesetta diventi un luogo per ricordare le battaglie che l’uomo dovrà sempre sostenere per mantenere uno stato di benessere fisico psichico, sociale e spirituale. Un luogo del cuore da non tradire mai.

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Il FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo ha lancia mercoledì 6 maggio la decima edizione dell’iniziativa: “I Luoghi del Cuore” e invita tutti i cittadini, a votare i luoghi italiani che amano di più e vorrebbero vedere tutelati e valorizzati.

Quest’anno il censimento si amplia di due classifiche speciali. La prima dedicata all’“Italia sopra i 600 metri”, cioè a luoghi che appartengono alle aree interne montane del Paese, di cui la Fondazione si sta occupando anche attraverso il Progetto Alpe e che coprono da sole il 54% del territorio nazionale. La seconda è relativa ai “Luoghi storici della salute”, beni architettonici che hanno radici profonde nel nostro passato, e che oggi, a fronte dell’emergenza sanitaria, sono divenuti valorosi presidi a tutela di tutti noi.

 I luoghi più votati verranno premiati rispettivamente con 50.000 euro, 40.000 euro e 30.000 euro. Per i vincitori delle due classifiche speciali sono in palio complessivamente 20.000 euro. Il luogo più votato via web sarà inoltre protagonista di un video promozionale curato dalla Fondazione.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE AL CENSIMENTO

Dal 6 maggio al 15 dicembre 2020

Data l’emergenza sanitaria, in questa prima fase è prevista la votazione esclusivamente on line.

Da quando sarà possibile, la raccolta voti avverrà anche attraverso il canale cartaceo, con moduli di raccolta voti dedicati a ogni luogo del cuore, scaricabili dal sito www.iluoghidelcuore.it

 

Info: www.iluoghidelcuore.it

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BERGAMASCA DELLE MERAVIGLIE

I COLORI, I PROFUMI, LE EMOZIONI

 

C’è sicuramente un luogo particolarmente caro, di questa nostra splendida Bergamasca, che è rimasto nel nostro cuore. Un “Luogo” che vorreste far conoscere, tutelare, conservare, salvaguardare, valorizzare?
Un luogo più o meno noto, piccolo o grande, può essere il silenzio di una chiesa romanica, la magia di un castello, un monumento, una cascata, una verde vallata, un parco naturale e tutto ciò che vi abita, l’atmosfera di un antico borgo, la veduta di una montagna, una pieve dimenticata o un’antica dimora da valorizzare.

Dar voce e visibilità a queste realtà è lo scopo dell’iniziativa “BERGAMASCA DELLE MERAVIGLIE. I colori, i profumi e le emozioni”, promosso da BERGAMASCA.NET, con l’obiettivo di coinvolgere concretamente tutti i bergamaschi e non solo, proponendo il luogo che sentono particolarmente caro e importante e che vorrebbero fosse ricordato, valorizzato e conservato intatto per le generazioni future, contribuendo a sensibilizzare tutti sul valore del nostro patrimonio artistico, culturale, storico e naturalistico.

Tutti abbiamo sicuramente un luogo di questa nostra Bergamasca, che riveste per noi un significato speciale. L’iniziativa “BERGAMASCA DELLE MERAVIGLIE. I colori, i profumi e le emozioni” offre a tutti la possibilità di segnalare e contribuire alla difesa dei luoghi amati, luoghi vissuti e apprezzati, magari da quando eravamo ragazzi e ora vediamo abbandonati e dimenticati o luoghi particolari ed importanti nella storia e nella vita della nostra comunità.

Partecipa anche tu. Mandaci le foto della tua: “BERGAMASCA DELLE MERAVIGLIE

Puoi inviare una foto singola o un portfolio con più foto e una segnalazione scritta sia via posta ordinaria che tramite posta elettronica. Per saperne di più vai alla pagina COLLABORA CON NOI.

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ARCHIVIO STORICO BERGAMASCA

 

Documentare e incuriosire, stimolare e appassionare tutti alla conoscenza del proprio territorio, delle proprie origini.

L’Archivio Storico Bergamasca, creato da Mario Colombo con Bergamasca.net  ha intrapreso un’opera di raccolta di immagini fotografiche, con l’intento di salvaguardare e incentivare in modo nuovo e propositivo l’importante patrimonio storico, culturale e artistico del territorio bergamasco. Attualmente, le immagini, provenienti da privati o fondi facenti capo a fotografi professionisti, vengono scansionate ad alta risoluzione memorizzate su HD e DVD, e schedate secondo gli standard forniti dalla Regione Lombardia e desunti dalla Scheda F del Ministero per i Beni Culturali. Le immagini, poi,  vengono restituite ai proprietari o lasciate all’Archivio Storico Bergamasca (Donazione in forma libera). Si tratta quindi della creazione di una raccolta di immagini per lo più in formato elettronico, archiviate utilizzando un sistema informativo che ne favorisce la facile consultazione. Si è proceduto alla catalogazione con acquisizione digitale di immagini e cartoline, creando una base dati di immagini che ripercorre la storia del territorio, della nostra provincia.

PARTECIPA ANCHE TU. MANDACI LE TUE FOTO STORICHE.

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